Ingegneria biomedica, il futuro della medicina

Il Ingegneria Biomedica È una delle discipline più giovani dell’Ingegneria. Nonostante abbia già una lunga storia nel nostro Paese, le sue applicazioni sono sempre più varie ed è già iniziato il percorso di trasformazione della salute della società.

Per spiegarlo in modo semplice, è il ingegneria applicata alla medicinadove il suo grande obiettivo è quello di poter contribuire al miglioramento della qualità della vita attraverso l’applicazione della tecnologia: elettronica, informatica, meccanica, chimica, robotica, acustica, ottica, tra gli altri.

Alcuni esempi di utilizzo dell’Ingegneria Biomedica oggi vanno dalla sua applicazione nello sviluppo di protesi biocompatibili, alle cartelle cliniche elettroniche utilizzate per la medicina di precisione e anche nella progettazione chirurgica dove, grazie alla tecnologia, è possibile ricreare l’intervento in modo computerizzato prima ancora di toccare il paziente.

Questi sono progressi che sono già palpabili oggi e che sono in atto. Tuttavia, l’ingegneria biomedica ha avuto una crescita sostenuta negli ultimi anni, in cui il suo approfondimento può cambiare il futuro della salute mondiale.

È importante evidenziare il suo utilizzo in medicina preventiva. Se conosciamo tutte le caratteristiche dei nostri pazienti e utilizziamo queste informazioni in modo intelligente, possiamo anticipare le situazioni. Proprio come oggi i sistemi di su richiesta danno suggerimenti su quali film o serie vorresti in base al tuo profilo, avendo il profilo dei nostri pazienti archiviato possiamo anticipare e dire “questo paziente ha una tale probabilità di sviluppare queste malattie in futuro”.

Un’altra applicazione molto importante è in genomica, che è lo studio del genoma ma di ogni paziente in particolare. In questo senso, stiamo lavorando a un progetto per mettere insieme la Mappa dell’Azionabilità Genomica del Tumori dell’Argentina (MAGenTA), che stiamo iniziando a fare presso l’Ospedale Italiano. L’idea di questo progetto è quella di fare una mappa della nostra popolazione e, ad esempio, di fronte a un tumore e a un profilo genetico specifico, cercare il miglior trattamento.

In Ingegneria Biomedica si parla di medicina di precisione, di cartella clinica elettronica, di convergenza verso la personalizzazione del trattamento, tanto che, in definitiva, non siamo un numero, ma pazienti con un nome e un cognome.

Anche se è ancora un concetto nuovo per la società e lo vedono come qualcosa del futuro o di un altro paese, questo è il presente ed è già tra noi, dove il progresso deve essere visto nel suo insieme e non separatamente. L’ingegneria biomedica non sarebbe possibile senza la tecnologia e lo è essenzialmente multidisciplinare, dove gli ingegneri biomedici lavorano insieme ad altri professionisti sanitari, come medici, biochimici, biologi, per realizzare tutte queste applicazioni. Mentre l’altra ingegneria lavora con materiali inanimati, noi lavoriamo con esseri viventi e insieme.

In tal senso, la sfida che abbiamo in futuro è quella di integrarci sempre di più nei team di lavoro. L’evoluzione verso questa medicina punta a un medico che sta laureando in ingegneria; o che un ingegnere abbia conseguito un diploma post-laurea biomedico. Prima, se eri un ingegnere avevi questo piccolo percorso; se tu fossi un dottore, questo. Ora l’obiettivo è fare un’autostrada in cui siamo tutti, sempre nel rispetto delle professioni e delle responsabilità che ogni professione ha. La sfida è riuscire a continuare a mettere insieme buoni team interdisciplinari e persone multidisciplinari. Questa non è una moda, è una necessità.

  • Dove sta andando la tecnologia applicata alla medicina?

La tecnologia applicata alla medicina si sta muovendo verso la convergenza di due ambiti che si presume avranno un grande impatto nei prossimi anni: Intelligenza artificiale e bioingegneria. Queste aree avranno un impatto non solo sulla medicina, ma su tutte le attività umane, come descrive brillantemente il Prof. Yuval Noah Harari nei suoi tre libri: “Sapiens. Breve storia dell’umanità”, “Homo Deus. Una breve storia di domani” e “21 lezioni per il 21° secolo”.

  • In che modo questo ha un impatto specifico sul sistema sanitario e sul paziente?

Nel sistema sanitario, e di conseguenza nei pazienti, le nuove tecnologie, e soprattutto la loro convergenza, hanno un impatto diagnosi migliori e trattamenti personalizzati tenendo conto delle diverse caratteristiche di ciascun paziente. Questa nuova area è chiamata “Medicina di precisione”, che non sarebbe possibile senza le nuove tecnologie, in particolare i progressi nell’informatica sanitaria e nella genetica.

  • A che punto è l’Argentina in questo senso?

Nel nostro Paese, da un lato, siamo svantaggiati perchée non abbiamo le infrastrutture più moderne, ma d’altra parte abbiamo il potenziale per formare gruppi di lavoro specializzati. Per realizzare questo potenziale dobbiamo combinare l’istruzione con la ricerca e poi l’implementazione, per poi alimentare le tre attività. È una sfida, ma possiamo farcela. L’Argentina ha una tradizione riconosciuta nella ricerca e nell’istruzione in biomedicina.

  • Quanto è complessa l’implementazione di nuove infrastrutture in entità che non vengono modernizzate da anni?

La complessità nella realizzazione di nuove infrastrutture è concentrata nelle persone. Per ottenere i migliori risultati è necessaria la loro formazione, sia dal punto di vista scientifico e tecnologico che dal punto di vista umanistico. Pertanto, sono necessari programmi didattici teorici e pratici a tutti i livelli. Tutto questo in un ambiente di formazione continua, soprattutto enti che da anni non si modernizzano che dovranno impegnarsi maggiormente.

  • È una spesa o un investimento?

La modernizzazione è sempre un investimento, così come l’istruzione ad essa associata, perché lo sviluppo delle persone fornisce un feedback positivo all’intera società. Tutto ciò che possiamo fare per migliorare la salute e lo sviluppo delle persone è un investimento.

  • Quali sono le principali sfide del sistema sanitario in Argentina?

Dal mio punto di vista tecnologico le sfide principali stanno cercando di farloAvvicinarsi all’infrastruttura e ottenere una formazione professionale come nei paesi sviluppati. Un modo efficace è attraverso partenariato pubblico-privato, come è il caso tra CONICET, l’Istituto Universitario Ospedaliero Italiano e l’Ospedale Italiano di Buenos Aires. I partenariati di varie istituzioni sono impegnativi da un lato, ma importanti dall’altro per raggiungere la massa critica necessaria per questi sviluppi.

  • In che modo la situazione economica del Paese incide sulla decisione di questo tipo di attuazione?

La situazione economica incide su diversi aspetti, dalle persone alle infrastrutture. Per quanto riguarda le persone, penso che questi siano tempi in cui non possiamo perdere i nostri obiettivi. Sebbene sia molto difficile migliorare le infrastrutture, possiamo investire la nostra risorsa più preziosa, il tempo, nell’istruzione. E quindi preparatevi il più possibile quando la situazione economica migliorerà.

A cura del dottor Marcelo Rischio. Con oltre 25 anni dedicati alla bioingegneria, è Direttore del corso di laurea in Ingegneria Biomedica presso l’Instituto Universitario Hospital Italiano de Buenos Aires.

Add Comment